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L'idea per una vettura per tutti
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Le auto italiane degli anni '50 & 60

Questa era un'immagine illustrativa. In base al DL 16/11/94 n.695 art. 5 ed in attuazione della dir. CEE 92/100, il materiale viene fornito ai fini esclusivi di studio personale e sostituisce la trascrizione manuale. Chi scarica o stampa i testi si assume ogni responsabilità per l'uso che ne viene fatto essendo vietata qualsiasi riproduzione o pubblicazione (L.159 del 22.5.93).Fu Vittorio Jano che nel 1950  realizza il progetto della Lancia Aurelia. (video vetture Lancia anni 50/60) L'autotelaio usa una soluzione innovativa quale le sospensioni posteriori a ruote indipendenti,  il motore e' a V con un'angolazione di 60 gradi, per migliorarne l'equilibratura. La Lancia Aurelia e' la prima vettura dinamica, realizzata in una serie di versioni diverse tra loro, spider, coupè, convertibile, e con molte motorizzazioni, frutto delle esigenze costruttive, del progresso tecnologico e delle necessità che venivano richieste a tempi.

File:1100 103.jpgAprile 1953 nacque la FIAT 1100/103. (guarda il video) Si tratta di un'autovettura totalmente nuova che rompe con i precedenti modelli 1100. E' infatti  dotata di scocca portante. Della progenitrice mantiene solamente il motore 4 cilindri con albero a camme laterale di  1089cc. Le soluzioni tecniche (a parte il passaggio alla soluzione monoscocca con il telaietto ausiliario che sosteneva il gruppo motore) erano classiche: trazione posteriore, avantreno a ruote indipendenti con balestra trasversale, retrotreno a ponte rigido con balestre longitudinali semiellittiche e freni a tamburo su tutte le ruote. La 103 si caratterizza per la sua linea moderna con parafanghi integrati a 4 porte e 3 volumi (anche se la coda tondeggiante e' più corta rispetto ai modelli successivi). File:1100-103.jpg Pochi mesi dopo il debutto e' anche presentata la 103 Familiare, ovvero la versione giardinetta. La 103 entra in listino in due versioni, la Tipo A, più economica, e la Tipo B, ottiene  grande successo, soprattutto nella versione berlina Tipo B (con interni meglio rifiniti, sedile anteriore con schienale separato, maggiori cromature esterne e ampia scelta di colorazioni): la economica A (disponibile solo in grigio e con allestimento spartano) non piacque molto, mentre la Familiare era apprezzata da artigiani e commercianti. Tutte le 103, comunque, grazie al sedile anteriore intero e alla leva del cambio al volante, potevano ospitare fino a 6 persone.

Nell'ottobre del 1953 e' lanciata la versione 103 TV (Turismo Veloce) con motore potenziato di 14 HP (per un totale di 50, contro i 36 delle altre versioni), albero di trasmissione diviso in due parti collegate da un giunto, verniciatura bicolore, finiture più ricche, "codine" al bagagliaio e terzo faro centrale (inserito nella mascherina).

File:1100 103 E TV.jpgNel 1956 un restyling interessa la 103 berlina e familiare, dando vita alla serie 103 E. Oltre a modifiche al frontale (nuova mascherina) e agli interni (plancia, strumentazione, riscaldamento, rivestimenti), la berlina beneficia di una coda completamente ridisegnata (più lunga e dotata di pinne laterali). Dal punto di vista tecnico, oltre a motori leggermente potenziati (40 HP per le versioni normali e 53 per le TV), tutte le versioni adottano l'albero di trasmissione in due parti. Le Trasformabile, invariate esteticamente, adottarono il motore da 53 HP.

File:1100 103 D.JPGAl Salone di Torino dell'autunno 1957 e' presentata la serie 103 D (conosciuta anche come modello 58), contraddistinta soprattutto dall'incremento delle dimensioni grazie a un bagagliaio più lungo e capiente, mentre nel 1958 le TV berlina e Trasformabile sono rimpiazzate dalle corrispondenti versioni motorizzate 1200.

Nel marzo del 1959 un ulteriore restyling diede vita alla serie 103 H (definita anche come "Tipo Lusso") che va ad aggiungersi alla 103 D: il nuovo modello si distingue dalla versione base per il motore più potente ma anche per un equipaggiamento più ricco, per allestimenti interni più curati, per una diversa mascherina anteriore, per la verniciatura bicolore e per l'aggiunta di profili e fregi cromati quali le "rondinelle" sulle codine. Nel 1959-60 la gamma e' pertanto composta dalle versioni base (103 D),dalla versione Lusso (103 H) e dalla Familiare.

File:1100 special 62.jpgNell'autunno 1960 la gamma delle 103 fu rivoluzionata: la versione "base" fu denominata "Export" ed eredita la carrozzeria della precedente 103 H (la cosiddetta berlina Lusso) anche se semplificata, mentre la versione di maggior pregio, cui venne assegnata la denominazione Special, adotta il corpo vettura della 1200 Granluce reso più piacevole dall'eliminazione di numerosi orpelli cromati e l'adozione delle porte anteriori controvento. Entrambe montano il motore da 48/50 HP (55 HP misurati col metodo S.A.E.) che consente  di superare i 130 km orari di velocità massima. Anche la Familiare beneficiò di qualche piccola modifica e adottò il medesimo motore delle berline. Da segnalare che alla fine del 1961 la versione Special riceve qualche piccola modifica, la più evidente delle quali alle fiancate, dalle quali furono eliminate le nervature che avevano caratterizzato tutte le 103 precedenti. Una Special Rossa e' la vettura della famiglia protagonista, nella fiction RAI Raccontami

Nel 1962 la versione unificata motorizzata 1200 perde la denominazione 103 del progetto e assume la sigla D rimpiazzata nel 1966 dalla R versione che mandera' in pensione questo modello di classe media della Fiat. [TOP]

La Fiat 600 venne presentata nel 1955 a Ginevra. (vedi video) E' la vettura simbolo della motorizzazione di massa dell'Italia negli anni del boom. Fu Dante Giacosa a realizzarne il progetto, con il motore posteriore, 633 cc di cilindrata, con una potenza di 21 cavalli. La velocità massima raggiungibile era di 95 km/h. Successivamente nel 1960, viene presentata la versione D con 767 cc. con migliorie anche alla carrozzeria.

Nel 1956 Fiat precorse tutti tempi con la presentazione della prima MPV (Multy Purpose Vehicle) della storia dell'automobile. La 600 Multipla era la versione, come diremo ora, MONOVOLUME. Pur con le stesse dimensioni di massima era  più capiente, ideale per il trasporto di merci con tre file di sedili , potevano anche trasportare abbastanza comodamente ben 6 persone; pertanto i taxi di quegli anni  erano quasi tutti delle Multiple.

La 600 D nel '64 cambia il verso della apertura delle porte (le altre controvento venivano definite Killer dagli inglesi) e a berlina rimarra' in listino fino al 1969 dopo una onorata carriera un quasi tutte le famiglie italiane con numerevoli versioni (famosa e' l'ultima serie Fanaloni) e derivate.

La Abarth in seguito realizzò un modello di 600 con 1.000 cc di cilindrata, muovendo i primi passi nella sua carriera di officina di elaborazione dei modelli di auto.

Alfa Romeo Giulietta (1954-1965) - Video 100 anni Alfa - Fu lo storico carrozziere Nuccio Bertone a disegnare la Alfa Romeo Giulietta, nel 1954. La Alfa Romeo Giulietta nacque condensando in sè tutte le tecnologie avanzate e studiate dalla casa di Arese. Doveva essere un'auto di nicchia, nella sua versione a due posti denominata Sprint. Difatti, la Alfa Romeo commissionò la realizzazione soltanto di 1.000 esemplari. Invece, nei giorni della presentazione ufficiale al Salone dell'auto di Torino, gli ordinativi furono oltre 700, coprendo, di fatto, l'intera produzione prevista.Grazie a questo successo, la Alfa Romeo divenne casa mitica, amata ed adorata dagli automobisti di tutto il mondo. La Bertone iniziò il suo periodo di massimo splendore, trasformandosi da carrozziere a costruttore. La Giulietta, con il suo motore bialbero realizzato il lega leggera, le sospensioni mutuate dalle versioni sportive in grado di fornire tenuta di strada estrema, e la sua linea sportiva da favola per quegli anni, in poche parole, la Alfa Giulietta fu un grande successo. Tra il 1954 ed il 1965 fu venduta in 40.000 esemplari, sia nella versione 1.300 cc che in quella 1.600 cc (la Giulietta Sprint). La Giulietta berlina venne presentata nel 1955, sempre al Salone dell'auto di Torino. Le sue caratteristiche principali erano: motore 1.290 cc, 53 cavalli di potenza in grado di raggiungere la ragguardevole velocità massima di 140 km/h. Le tre versioni della Giulietta, la Sprint, la Spider e la berlina, rappresentavano il massimo grado di prestazioni, fascino e stile dell'epoca, sbaragliando la concorrenza. Fu Pininfarina a realizzare la Giulietta Spider, mentre nel 1959 fu la volta della Sprint Speciale sempre realizzata da Bertone, e la SZ, realizzata da Zagato. La Giulietta SS, realizzata sul pianale della spider, con un motore da 1290 cc, era in grado di sviluppare una potenza di 100 cavalli e raggiungere la velocità massima di 200 km/h!. La Giulietta uscì di produzione nel 1965.[TOP]

File:1100 TV spider 1955.jpgLa Fiat produceva già dal 1955 versioni spider delle berline 1100/103 prima e 1200 Granluce poi. Al salone di Ginevra del marzo 1955 venne lanciata la 1100/103 TV (Turismo Veloce) Trasformabile: disegnata dal Reparto Carrozzerie Speciali della Fiat, una piccola spyder a 2 posti e meccanica della 1100/103 TV berlina.

File:Fiat 1200 GRL'60-61.JPGDella 1100/103 berlina venne prodotta una versione più lussuosa e potente con cilindrata maggiorata, la Fiat 1200 Granluce. Nel 1957 la base meccanica di quest'ultima (motore di 1,2 litri da 55cv) venne installato nel corpo vettura, leggermente ritoccato della 1100/103 E TV Trasformabile, dando vita alla 1200 Trasformabile.

File:Fiat 1500 spider 1959.JPG La 1200 Trasformabile, la cui linea era invecchiata molto in fretta, venne rimpiazzata nel 1959 dalla Fiat 1200 Cabriolet disegnata da Pininfarina. Nonostante il nome ufficiale fosse 1200 Cabriolet, la nuova vettura era una vera spyder a 2 posti. Nello stesso anno viene affiancata una nuova versione con motore 1500 (1500 Cabriolet - motore bialbero Osca di 1491cc).

La 1200 e la 1500 erano praticamente identiche e si distinguevano unicamente per la griglia anteriore diversa e per la presa d'aria sul cofano motore leggermente più larga per la versione 1500. Inoltre la 1500 montava gomme con fascia bianca di serie.

A pochi mesi dal lancio (Novembre 59) la versione da 1500cc adottò freni a disco all'anteriore e dal luglio 1961 fu cambiata la denominazione commerciale in Fiat 1500 S Cabriolet. Infine dall'estate 62 la 1500 S divenne 1600 S grazie ad un aumento di 2mm dell'alesaggio da cui ne conseguì un incremento della potenza che passò da 90 a ben 100 CV. Esteticamente l'unica modifica riguardò la presa d'aria sul cofano motore che divenne più stretta e spostata interamente nella metà sinistra del cofano stesso. Successivamente (1963) vengono apportate modifiche estetiche nel frontale (nuova mascherina, diversi fari) e negli interni e sparisce dal listino la versione 1200.

In corrispondenza del lancio della Fiat 1500 Berlina la cabriolet ne adottò il motore di 1481cc da 72cv, diventando 1500 Cabriolet. Accanto alla nuova 1500 era sempre disponibile la più potente 1600 S mossa da una versione di cilindrata maggiorata a 1568cc (100cv) del motore Osca dei fratelli Maserati. Le 1600 S erano riconoscibili per i fari supplementari.Nel 1966 tutte le vetture in listino vennero rimpiazzate dalle versioni Sport e Sport Spider della Fiat 124.

File:Innocenti 950 spider - interno 2.JPGInnocenti 950 Spider L'Innocenti, azienda divenuta famosa per la produzione della Lambretta, iniziò la sua produzione di automobili con il modello 950. Riuscì ad ottenere dalla britannica Austin la licenza per produrre in Italia la A40, così come dalla British Motor per produrre la Mini. Nel frattempo però iniziò a progettare la Spider 950, con la stessa meccanica della Sprite, ma con un disegno originale, realizzato dalla Ghia. La Innocenti 950 venne presentata nel 1960 a Torino. La Innocenti 950 Spider era una vettura dai costi contenuti, venduta a poco più di un milione di lire, con un disegno classico, a trazione posteriore. Il motore era piccolo, inizialmente aveva solo 43 cavalli con una velocità massima raggiungibile di 140 km/h. In seguito la potenza venne maggiorata ed anche la cilindrata, divenendo 1.098 cc e migliorando così le prestazioni. La formula studiata per questa spider dalle dimensioni contenute piacque molto alla Fiat, che presto lanciò la 850 Spider, che ottenne un grande successo di vendite. La produzione della Innocenti 950 cessò nel 1969.

Innocenti Mini La Mini Minor, prodotta dalla British Motor Corporation a partire dal 1959, fu subito un successo travolgente. Purtroppo però in italia la Mini era penalizzata dagli eccessivi costi di sdoganamento. Fu così che la Innoventi, dal 1965, dopo aver ottenuto la licenza per produrne una versione italiana, ne iniziò la produzione presso i propri stabilimenti. I prezzi erano accessibili e il successo fu enorme. Le Mini italiane si distinguevano da quelle inglesi per alcuni particolari quali una maggior cura nelle rifiniture, una calandra differente e ad altro ancora.

File:Morris Mini interior 1959.jpgLa primi Mini italiana fu la Mini Minor 850, mentre nel 1966 arrivò anche la Mini Cooper 1000. Successivamente, arrivò la versione con gli inseriti laterali in legno, la Mini t. Già nel 1968 le Mini vendute in Italia erano oltre 100.000. La nuova versione vide alcune modifiche estetiche. Nel 1970 fu la volta della terza serie, che recepì alcuni cambiamenti attuati dalla Mini originale inglese. La Mini 1001 e la Mini 1000 restano in produzione dal 1972, per poi essere affiancate anche dalle Mini 1300. Nel 1973 venne presentata la Mini Export, una versione destinata a tutto il mercato europeo, Inghilterra esclusa, dove restava la versione originale della BMC. Soltanto nel 1975 la Mini italiana cessò la sua produzione.  [TOP]